Descrizione
Ania ha quarant’anni e vive una vita insonne e sospesa. Il giorno in cui suo padre le chiede di attraversare le Ande per lei inizia un viaggio nel tempo, che è fuga dal presente ma soprattutto esplorazione dei territori incerti della memoria. Nella casa dei nonni, dove da bambina ha trascorso le estati, Ania pensa di trovare un po’ di pace, forse qualche frammento di quelle radici che sente di aver perso. Ma ci sarà giusto il tempo di aprire una vecchia scatola di ricordi e poi Ania tornerà ad essere la chilenita, la piccola cilena, l’eterna straniera, costretta un’altra volta a partire, per rincorrere quel desiderio di appartenenza che continua a sfuggirle.
«C’è qualcosa di magico in una trama di strappi e sussulti. È come se Alejandra Costamagna ci tenesse sulla soglia, ammonendo: non è vero che le soglie vanno attraversate, bisogna invece darsi il tempo di starci dentro. Sulle frontiere c’è quello che ci serve per non vivere in maniera rigida o impermeabile. Allora non contano più il passato e il futuro, solo il presente in cui siamo corpi vivi, dopo le disgrazie, dopo le rovine, corpi stranieri e leggeri come farfalle di confine: però con la voce.» dalla prefazione di Nadia Terranova






